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CagliariCentro |
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CURIOSITA' - CASTELLO |
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La grande fortezza Come
tante Città d’Italia dove la vita nel medioevo fu piuttosto dura per le
lotte, rivalità e guerre, Cagliari ebbe una possente cinta di mura e
molte torri. Furono i pisani a curare questa superba linea Maginot che
chiudeva il Castello dentro una cintura che doveva renderlo imprendibile
nei secoli. Catalani, spagnoli e sabaudi fecero poi il resto,
modificando le difese a seconda delle diverse tecniche di offesa nemiche
attraverso lo scorrere del tempo: a strapiombo in epoca pisana, con una
breve parte diritta e il resto leggermente obliquo in epoca spagnola,
con una bastionatura più complessa in epoca sabauda. |
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I Sardi fuori dalle mura
Ma sotto la torre dell’Elefante un segno indelebile alimenta il ricordo dei tempi che furono, le pesanti saracinesche che chiudevano la porta sono intatte, a ricordo della prepotenza dello straniero di turno che al suono di una “trompeta” e al grido di “Fora los Sarts” al tramonto si chiudeva nel castello e puniva con la morte tutti i sardi che si attardavano all’interno, proprio coloro che vantavano i maggiori diritti sul Castello. |
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Il Portone senza casa
Il Portone di Casa Zapata, situati in Piazza Lamarmora viene definito il “Portone senza Casa” perché fu demolita la costruzione di cui faceva parte. Il portone venne successivamente inglobato nel Teatro Civico (nel 1836) e divenne l’ingresso riservato all’aristocrazia di Castello. Sopra il portone è ancora presente il blasone dell’antica famiglia seicentesca che abitava nel palazzo: i Brundo di Serramanna. |
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