Home

 

Contatti

 

Autori

 

LinkUtili

 

InformazioniSito

 

Copyright 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

       

Informazioni

Chiese

Musei

Monumenti

Palazzi Storici

Archivi Storici

Storia

Lingua e detti

Quartieri

CentroStorico

Castello

Marina

Villanova

Stampace

Il porto

Altre Zone

Ambiente

Mare & Spiagge

Parchi & Viali

Grotte & Cavita' 

Stagni

Flora

Fauna

Porticcioli

Servizi

Trasporti urbani

Trasporti regionali

Trasporto - aereo

Trasporto - nave

Numeri Utili

Servizi al turista...

Enti & Consolati

Vitto & Alloggio

Hotel

Bed&Breakfast

Ristoranti

Trattorie

Pizzerie

Chioschi

Locali & Pub

Shopping

Le vie del centro

Mercati/Mercatini

CentriCommerciali

Souvenirs

Prodotti Tipici

Artigianato

Negozi a Cagliari

Intrattenimenti

Feste ed Eventi

Festa di Sant'Efisio

Concerti&Spettacoli

Cinema & Teatro

Giochi & Svago

Luoghi di incontro

Sport 

CagliariCentro

Mostre on line

Video

Giornali Sardi

Cerca Lavoro

Cucina Sarda

Pubblicita'

Link Utili

Cerca nel sito


STORIA

Evoluzione storica della città.

Presistoria
Il territorio di Cagliari era già abitato tra la fine del IV e l’inizio del III millennio a.C. e, anche se non esistono testimonianze, si ipotizza che quest’area fosse popolata anche anteriormente. I Cagliaritani, si ipotizza, vivevano probabilmente di caccia e pesca e utilizzavano attrezzi rudimentali di pietra o di ossa.

Periodo Fenicio
Nel secolo VIII a.C. i Fenici occuparono la città e gli attribuirono il nome di Kar-El, che significa “città fortezza” o “città di Dio”. Alcuni reperti (soprattutto resti di vasellame) collegati a questa civiltà, sono stati ritrovati a Tuvumannnu e a Monte Claro.
 

Periodo Punico (520 - 238 a.C.)
Nella seconda metà del VI secolo a.C., la Sardegna venne occupata e controllata da Cartagine, dando vita ad un vero e proprio genocidio di Sardi. Numerosi reperti (soprattutto corredi funebri ritrovati nelle tombe di Tuvixeddu) documentano la ricchezza della popolazione cartaginese, e non di quella sarda.

Periodo Romano (238 a.C. - 450 d.C.)
I romani si impossessarono dell’isola intorno al 238 a.C. e stabilirono che Cagliari fosse la base centrale delle operazioni militari. Furono numerose le ribellioni da parte dei Sardi; viene ricordata in particolare lo scontro tra il console Manlio Torquato e Amsicora (capo delle forze sardo-puniche) in una battaglia iniziata (probabilmente) nella zona del Poetto e terminata nella località di Pirri.
In questo periodo (come in tutti gli altri) non furono i Sardi a gestire e governare la città, inoltre, Cagliari fu soggetta allo sfruttamento delle risorse naturali e umane da parte dei romani e utilizzata come luogo di esilio di numerosi prigionieri e personaggi politici.
 

Periodo dei Vandali (450 - 533 d.C.)
Anche i Vandali, sbarcati in Sardegna nel 456 d.C., utilizzarono la città come luogo di esilio probabilmente nei confronti di numerosi vescovi africani che si sono rifiutati di convertirsi all’arianesimo. Diversamente dalle aspettative, non vi sono tracce di violenze, devastazioni o terrore perpetrato dai Vandali; infatti numerosi edifici romani non mostrano segni di incendi o rovine risalenti a questo periodo. Furono invece alcuni terremoti a distruggere numerosi edifici romani (risalenti al secolo V d.C.), come dimostrano le pareti rocciose di Tuvumannu, Via Is Maglias e la porzione della Sella del Diavolo, crollata insieme alle ville romane che vi erano sopra edificate.
Diversamente dai Romani, il dominio dei Vandali non fu eccessivamente oppressivo (economicamente e politicamente), lasciando libero spazio alla cultura e all’identità dei Sardi.

Periodo Bizantino (533 - 697 d.C.)
Quando il duca Cirillo si presentò con il suo esercito alle porte della città, i Cagliaritani, mostrando il capo mozzo del fratello del re Vandalo, opposero una ferrea resistenza, convinti naturalmente che l’autogoverno fosse la soluzione migliore. Infatti, questa ulteriore colonizzazione ha portato al pieno sfruttamento fiscale da parte dei bizantini e a numerose truffe ed estorsioni da parte delle istituzioni ecclesiastiche, sempre a svantaggio del popolo cagliaritano.
 

 

Periodo Giudicale (699 - 1256)
Tra il VIII e il X secolo, i Mussulmani - dopo aver conquistato il Nord Africa - tentarono numerose volte a conquistare Cagliari e la Sardegna, avendo sempre esiti negativi; distruzione e saccheggi furono le conseguenze di queste invasioni.
Alcuni antichi documenti certificano il periodo giudicale già nel 1066, epoca in cui la città ebbe un notevole benessere economico e culturale. La Chiesa rappresentò un enorme ostacolo per il progresso in quanto sfruttò tante risorse umane e naturali e si intromise spesso nella vita politica ed economica della città. Nonostante questa nota negativa, durante il periodo giudicale, Cagliari raggiunse un positivo assetto culturale, politico ed economico grazie all’intensa attività commerciale con tanti porti del Mediterraneo

Periodo Pisano (1254 - 1326)
Dopo la seconda metà del secolo XII, i Pisani conquistarono Cagliari - si insediarono nel castello e lo fortificarono - e realizzarono numerosi matrimoni strategici con le classi dirigenti sarde per confermare il pieno dominio economico e politico. I Sardi, dopo innumerevoli tentativi di rivolta, vennero privati di qualunque potere politico e culturale. Ancora una volta la città divenne il centro nevralgico della Sardegna, dominata da un popolo straniero che ne sfruttava ogni risorsa possibile.

Periodo Aragonese (1326 - 1479)
Aragonesi e Catalani conquistarono e si installarono a Cagliari, esattamente nnell’attuale quartiere Castello, istituendo numerose leggi razziali contro il popolo Cagliaritano, tra cui l’obbligo di vivere fuori dalle mura del Castello. Furono inutili i tentativi di rivolta, tra cui del giudice Mariano IV d’Arborea e Leonardo Alagon, contro il dominio aragonese.

Periodo Spagnolo (1479 - 1700)
Il dominio spagnolo sostituì gradatamente e silenziosamente quello aragonese, mantenendo lo stesso assetto fuorché la lingua ufficiale (casigliano anziché catalano).
 

Periodo di Transizione (1700 - 1720)
L’Inghilterra, scontenta del dominio spagnolo nel Mediterraneo, esercitò delle pressione per un veloce distacco della Spagna dalla Sardegna. Nel 1708 l’esercito inglese bombardò il Castello e occupò la città: sono una testimonianza le bombe del Palazzo Boyl. Per un nuovo equilibrio del Mediterraneo, Inglesi, Francesi e Austriaci concedettero al duca di Savoia Amedeo II, il titolo di Re di Sardegna.

Periodo Piemontese (1720 - 1861)
Cagliari venne consegnata al Piemonte nel 1720, ma come sotto ogni altro dominio precedente, la città venne sfruttata, abbandonata e gestita con scarsa attenzione rispetto ad ogni altra città Europeo e del Mediterraneo. Malumori e malcontenti della popolazione Cagliaritana determinarono alcune rivolte: nel 1792 i cagliaritani obbligarono i Piemontesi ad imbarcarsi e quindi essere cacciati dall’isola, anche se pochi anni dopo tornarono. Nel 1796 ci fu un’altra rivolta guidata da Giò Maria Angioj, purtroppo fallita e terminata con l’uccisione di tutti gli indipendentisti sardi.

Periodo del Regno d’Italia (1861 - 1946)
La fusione Sardegna-Italia non portò quel progresso sperato e ipotizzato, anzi aumentarono i doveri come le maggiori imposte e l’obbligo di leva. Tasse, rincaro dei viveri e una degradante situazione culturale ed economica portarono i Cagliaritani, nei primi anni del 1900, a manifestare contro questa condizione: viene ricordata la fucilazione del 1906 - in Via Roma - dei manifestanti da parte delle truppe regie.
Nel 1918, alcuni ex militari fondarono il Partito Sardo d’Azione come conseguenza del maggiore impegno e sacrificio della Sardegna - durante la guerra - rispetto a tutte le altre regioni italiane.
Sotto il fascismo, dal 1922, non ci fu a Cagliari alcune opposizione al regime, fuorché alcuni sporadici scontri tra fascisti e sardisti. L’assetto sociale ed economico della città non subì modifiche, insomma, anche durante il fascismo la Sardegna e la città di Cagliari vennero percepite come territorio da colonizzare e sfruttare.
Nel 1943 gli americani e alcuni aerei inglesi bombardarono e rasero al suolo la città, con più di 3000 tonnellate di bombe distrussero più del 80% degli edifici Cagliaritani e determinarono almeno 5000 morti e 8000 feriti. I Cagliaritani superstiti furono costretti a sfollare nei paesi limitrofi e a soffrire per la scarsa assistenza, mancanza di cibo e, molto spesso, assenza di alloggi.
Successivamente, quando americani e inglesi sbarcarono a Cagliari non furono naturalmente - a differenza di altre città italiane - accolti come “liberatori”.

Periodo della Repubblica Italiana (1946 in poi)
In questi anni Cagliari divenne capoluogo sardo e iniziò un progressivo sviluppo urbano e una restaurazione di numerosi edifici e attività.
In tanti credettero che questa fosse la fine delle strumentalizzazioni extrainsulari, del colonialismo e dello sfruttamento della Sardegna e dei Cagliaritani messi in atto dall’esterno … ma questo si rivelò solo un ILLISIONE...